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2010-04-22

 

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Scuola Sperimentale di Teatro di Animazione Sociale

a Cartoceto (PU)

Secondo modulo di 20 ore

diretto da Mariano Dolci

il 20-21 e 27-28 marzo 2010

BURATTINI E MARIONETTE IN EDUCAZIONE E NEI LUOGHI DEL DISAGIO


Gli incontri sulle utilizzazioni di burattini e marionette in educazione e nei luoghi del disagio sono rivolti agli operatori che hanno il desiderio di conoscere le potenzialità che questi strumenti teatrali possono rivelare a contatto con bambini e ragazzi o con persone affette da problemi psichici, menomazioni sensoriali o motorie. Burattini e marionette, grazie al ricorso ad un arco praticamente illimitato di materiali, di procedimenti e di modalità di costruzione e di animazione, permettono di adattarsi alle capacità di ognuno, agevolando la comunicazione e la socializzazione all’interno del gruppo.

Grazie alle esperienze di Maria Signorelli, Otello Sarzi, Maria Perego l’interesse per le sperimentazioni pedagogiche in Italia è cresciuto nel corso degli ultimi decenni. Oggi è ben documentata anche la significativa ricerca di Mariano Dolci attuata a Reggio Emilia dal 1969.[1]

Parallelamente, a più di settanta anni dalle prime esperienze terapeutiche, la costruzione e l’animazione di burattini continua ad attirare l’attenzione di medici, psicologi, teatranti. Essa è attualmente proposta, sia per socializzare e animare gruppi con difficoltà di comunicazione sia per contribuire a fornire dati diagnostici, sia ancora, sotto tutela medica, per favorire nel gioco teatrale una maggiore conoscenza di se stessi.

Gli incontri avranno carattere sia teorico che pratico. L’ottica di riferimento è quella di consegnare, in un’atmosfera ludica, un linguaggio espressivo nelle mani di chi può trarre beneficio dal suo utilizzo, più che ottenere obbligatoriamente da parte loro l’allestimento di uno spettacolo.

Saranno descritte le potenzialità dei burattini raccolte in attività più che trentennali e le teorizzazioni più recenti. Nei lavori pratici sarà proposta la costruzione di un burattino secondo le modalità che negli anni si sono dimostrate più congeniali nei contesti dell’educazione e del disagio. Ai partecipanti sarà proposto di praticare l’espressione spontanea, improvvisando con i burattini.

 

La  “Scuola sperimentale di teatro di animazione sociale” è un progetto del Teatro Aenigma; è diretto da Mariano Dolci e Vito Minoia ed è rivolto ad educatori, operatori sociali, artisti, studenti interessati a formarsi nell’utilizzo di tecniche derivanti dalla tradizione del Teatro di Animazione (burattini, marionette, ombre) in campo educativo e nel sociale.

 

Le lezioni si terranno a Lucrezia di Cartoceto con il seguente orario: il sabato (20 e 27 marzo) dalle 15 alle 20; la domenica (21 e 28 marzo, dalle 8 alle 13). Il costo di iscrizione è di € 150,00.

 

Il progetto è Patrocinato da Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” - Facoltà di Scienze della Formazione e dall’ Unione Internazionale della Marionetta.

 

Per informazioni più approfondite:  aenigma@uniurb.it, tel. 0721893035.



[1]  Si veda il volume “MARIANO DOLCI. Dialogo sul trasferimento del burattino in Educazione” (Edizioni Nuove Catarsi, 2009, pag. 288, primo Quaderno della Scuola sperimentale di teatro di animazione sociale).

 

MARIANO DOLCI  Nei primi anni '60 conosce Otello Sarzi con il suo teatro di burattini impegnato ed inizia con la sua compagnia una collaborazione sempre più intensa, diventata poi incompatibile con l'insegnamento e il proseguo degli studi. E' più o meno la storia di Pinocchio, il quale non si presenta più a scuola perché attirato della musica della Compagnia Drammatico Vegetale di Mangiafuoco.
Si conferma dunque quanto affermava il grande matematico Bertrand Russell: «La matematica porta da per tutto… basta uscirne.».
Da allora Mariano Dolci si è sempre servito per lavoro di marionette e burattini, attraversando i tre diversi contesti dove è possibile incontrarli: spettacolo, pedagogia e terapia. Dopo aver operato una diecina d'anni nel "Teatro Sperimentale dei Burattini" di Otello Sarzi, è stato assunto nel 1970 dal Comune di Reggio Emilia per sostenere tutte le potenzialità pedagogiche dei burattini nelle "Scuole dell'infanzia e Nidi Comunali" fino all'avvenuto pensionamento nel 2002.
Nel 1973 è stato poi invitato a tentare, sotto tutela medica, delle attività a diretto contatto con pazienti adulti all'Ospedale Psichiatrico "San Lazzaro" di Reggio Emilia. Al seguito del dissolvimento delle strutture manicomiali in Italia, le attività con i burattini "terapeutici" di Mariano Dolci sono andate avanti, e proseguono tuttora, in altri contesti.
Nel1971 collabora a Santiago del Cile con spettacoli di burattini alla televisione cilena in un programma del governo di Unità Popolare rivolto all'infanzia.
Nel 1974 per il Teatro Municipale di Reggio, allestisce insieme ad altri amici, e grazie alla fraterna collaborazione della compagnia del "Teatro delle Marionette di Zara", uno spettacolo, "Alenka", che poi è rappresentato per anni .
Nel 1978 collabora con la compagnia del "Teatro Gioco-Vita", e con Nicola Piovani, Flavio Ambrosini, Lele Luzzati, all'allestimento del primo spettacolo di ombre in Italia dopo una lunga eclisse: "Il Barone di Münchausen".
Nel 1979 per conto del teatro municipale di Reggio, in occasione dell'anno internazionale del fanciullo, allestisce lo spettacolo "Ieppe il contadino" di Hogberg con la regia di Flavio Ambrosini e costumi di Lele Luzzati.
Nel 1995 riceve a Cervia (insieme a G. Ceronetti) il premio "La sirena d'oro" per l'impegno nella valorizzazione del teatro d'animazione, e poi, nel 1999 a Silvano d'Orba, il premio "Il Silvano d'oro" ai bravi burattinai d'Italia. E' cultore della materia per l'insegnamento di Teatro di Animazione dell'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo", tenuto da Vito Minoia, con il quale sviluppa sperimentazioni nell'utilizzo del Teatro di Animazione in attività che mettono in collegamento Scuola-Carcere-Società, in particolare a Pesaro con la Casa Circondariale di Villa Fastiggi e l'Istituto Comprensivo Statale "Galilei".
Ha gestito corsi e seminari in Italia e all'estero ed è autore di numerose pubblicazioni tradotte in varie lingue.
In tutte queste attività in contesti diversi, Mariano Dolci ha sempre cercato, senza nessuna tentazione di sincretismo, le costanti che sottostanno alla costruzione e all'animazione dei burattini e alle sperimentazioni pedagogiche del Teatro delle ombre, in modo da poi riproporli con sempre maggiore consapevolezza. 


 
 

 

 

 

 

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L'isola sconosciuta 

a Urbino

il 25-26-27 ottobre 2007

Laboratorio diretto da Piero Ristagno, Monica Felloni, Giuseppe Calcagno del Teatro Scalo Dittaino. Per informazioni, tel. 0721 893035.

 

"Potremmo dire, finalmente un mondo senza eroi: il teatro, di eroi di sé, purtroppo è pieno, eroi che fanno del palco il proprio patibolo, o il proprio altare o ancora il proprio campo di battaglia su cui piantare la propria spada….
Ma il coraggio dov’è? L’altro dov’è?
È vero che il problema di imparare a saper gestire le emozioni nel lavoro attoriale è sempre stato centrale; cosa sento, dove sono, chi sono, cosa sono, chi mi guarda, chi mi sta accanto, quanto tempo mi resta… paure e preoccupazioni si affollano, a volte si saldano al corpo e fanno vivere una mancata percezione del circostante e del proprio se sulla scena, predomina dunque l’io, il comportamento ansiogeno di chi ristretto all’interno di un proprio bisogno impellente di ergersi, usa ed ingurgita, tutto ciò che lo circonda.
Ma la questione non è non aver paura, ma avere coraggio, il coraggio di ammirare il paesaggio che sei tu che mi stai vicino, di superare tutte le domande e passare alle risposte attraverso la scoperta del tempo in comune, degli occhi che mi guardano, la scoperta di uno spazio da creare insieme, mettendo in campo possibilità di se inimmaginate prima d’ora.
Un teatro che mette in gioco possibili interazioni, azioni tra, dentro un senso dell’offerta di se, di una partenza, di un cammino, di un frutto; fuori da ogni tentativo d’integrazione, che potrebbe benissimo essere annessione (vieni che ti faccio entrare)… per noi va bene giocare ad entrare ed uscire da tutte le case, nascondersi e saltare fuori… "
Giuseppe Calcagno

Piero Ristagno e Monica Felloni negli ultimi 20 anni hanno diretto significative esperienze nell'ambito del teatro sociale, contribuendo alla nascita di singolari Compagnie teatrali in collaborazione con l'Ente Nazionale Sordomuti, l'Associazione Italiana Persone Down, alcuni Dipartimenti di Salute Mentale. Per maggiori informazioni sulla Poetica del Gruppo è possibile visitare il sito www.artneon.it   

chiedi all'indirizzo aenigma@uniurb.it il modulo per l'iscrizione al Laboratorio

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Dall'attore al teatro

L'attore, il suo corpo, la sua voce nel farsi del teatro

a Urbino

1-2-3-4 novembre 2007

Laboratorio diretto da Massimo Ranieri del Teatro Arte in Movimento. Informazioni tel. 0721 893035.

Tecniche di movimento. Biomeccanica. Plasticità e micro movimenti. Studio del testo. Vocalizzazione. Dizione. Canto. Danza espressiva. Improvvisazione. Studio delle dinamiche di relazione, interattività di gruppo. Il corpo e lo spazio. Fissaggio delle azioni. Tecniche di interpretazione. Il corpo inteso come lo strumento “primario” Sviluppo delle possibilità espressive in relazione a gli elementi basilari del farsi del teatro (Colore-Forma-Suono)
Antropologia teatrale applicata (Australia, Sud America, India, Nord Africa).
Il laboratorio sarà tenuto da Massimo Ranieri direttore del T.A.M. Già (Nucleo fondatore Dell’ Istituto di Ricerche Antropologiche sull’Attore-Roma. Precedentemente ha studiato con Grotowsky-Polonia, Living Theater USA, Augusto Boal-Brasile, Miguel Ponce T.R.A.C ( Teatro Ricerca Ateneo Caracas)
Il laboratorio è aperto a tutti: Attori, danzatori, studenti, tirocinanti, operatori sociali, e a chiunque voglia apprendere o approfondire le proprie possibilità espressive.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito
www.teatrotam.it

chiedi all'indirizzo aenigma@uniurb.it  il modulo per l'iscrizione al Laboratorio

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Evento conclusivo Progetto “Giovani, Teatro, Territorio” dell’Ambito Territoriale Sociale n. 7
Ente Capofila Comunità Montana del Metauro zona “E” Fossombrone

Servi e Innamorati 

a Montefelcino e a Cartoceto

Domenica 1 luglio alle 21.15 a Montefelcino (Teatro Parrocchiale, Viale della Repubblica) e lunedì 2 luglio 2007 alle 21.15 a Cartoceto (Teatro del Trionfo, Piazzale Marconi) si conclude il primo laboratorio teatrale “Giovani, Teatro, Territorio” organizzato dall’Ambito Territoriale Sociale VII (Ente capofila Comunità Montana del Metauro, zona “E” Fossombrone) a cura di Vito Minoia e Romina Mascioli del Teatro Aenigma.
Un gruppo dei 16 giovani attori (molti dei quali alla loro prima esperienza scenica) si cimenteranno con la presentazione al pubblico di uno spettacolo di Commedia dell’Arte, ispirato ad un canovaccio manoscritto e inedito del Seicento Napoletano.
Quando il Teatro diventa forma di conoscenza e condivisione di un esperienza di comunità si manifesta in tutte le sue potenzialità espressive e formative.
“Nella rappresentazione abbiamo voluto ‘tradire’ il recupero filologico della messa in scena trasformando le figure dei due Servi (Pulcinella, il servo sciocco, e Coviello, il servo furbo) in due personaggi che si esprimono con l’idioma locale: Fufagna e Fiorin prendendo a prestito (ogni riferimento è casuale) due soprannomi fra i tanti ricercati nella zona” (dal foglio di presentazione dello spettacolo).
La trama del racconto preso in considerazione, è organizzata, come spesso accade in Commedia dell’arte, intorno ad un molteplice intreccio amoroso con affetti desiderati e non corrisposti. Questa volta a non essere ricambiati sono proprio i due Servi, innamorati delle rispettive padrone (e da qui trae spunto il titolo dell’opera).


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Progetto “Giovani, Teatro, Territorio” dell’Ambito Territoriale Sociale n. 7
Ente Capofila Comunità Montana del Metauro zona “E” Fossombrone
DUE LABORATORI TEATRALI
RIVOLTI AI GIOVANI
A cura del Teatro Aenigma
 

Martedì 10 aprile a Sterpeti di Montefelcino e Venerdì 13 aprile a Lucrezia di Cartoceto saranno avviati i primi incontri dei laboratori teatrali che permetteranno a due gruppi di giovani (età compresa tra i 18 e i 29 anni) di vivere un’esperienza sociale nuova di espressione e comunicazione.
Si tratta di due laboratori teatrali che permetteranno ai partecipanti di conoscere tecniche di animazione teatrale e sperimentare le modalità della drammatizzazione e della composizione scenica. Ciascun laboratorio si compone di tredici incontri che si concluderanno a giugno con l’organizzazione di una festa conclusiva nella quale saranno presentati al pubblico i risultati della ricerca attuata.
A condurre l’esperienza saranno Romina Mascioli e Paolo Polverini (attori) e Vito Minoia (regista) del Teatro Aenigma di Urbino, organismo che con la propria esperienza ventennale nel campo del rapporto tra Sena ed Educazione rivolgendo particolare attenzione ai giovani e al sociale, tenterà di stimolare i partecipanti a mettersi in relazione, a dialogare, a partecipare. “Sensibilizzare allo scambio creativo costituisce sempre un’esperienza unica di libertà” - afferma Vito Minoia, responsabile del progetto, ma anche docente di Teatro di Animazione alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.
L’ iniziativa è promossa dai Comuni di: Cartoceto, Fossombrone, Isola del Piano, Montefelcino, Saltara, Sant’Ippolito, cofinanziata dalla Provincia di Pesaro e Urbino ai sensi della L.R. 46/95.
La partecipazione è libera. Per informazioni e iscrizioni contattare: Ufficio Politiche Giovanili – Comune di Cartoceto - Tel. 0721/897290 lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,00; Informagiovani di Fossombrone - Tel. 0721/723244 lunedì dalle h 9,00 alle h 13,00 / mercoledì e venerdì dalle h 16,00 alle h 19,00 /sabato dalle h 9,00 alle h 12,00; Informagiovani di Saltara - Tel. 0721/891391 lunedì dalle h 16,00 alle h 19,00/ mercoledì e giovedì dalle h 9,30 alle h 12,30. E' possibile iscriversi anche chiamando direttamente l'Associazione Teatrale Aenigma al numero 320 8006742. 

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Mostra Officina e
Laboratorio sulla costruzione
della maschera in cuoio

dal 21 al 28 maggio
presso le sale del palazzo Legato Albani (Urbino)

a cura di FUCINAFOLE e CIRCATEATRO con direzione artistica di G.De Marchi
in collaborazione con TEATRO AENIGMA

Giorgio De Marchi si dedica alla maschera di teatro da circa trent’anni, ne scompone le parti, che possono ridursi alla sola zona del naso e degli occhi, o alla bocca e al mento.Studia il carattere dei personaggi e ne esalta la forza espressiva con la riduzione e la sovrapposizione dei tratti somatici. La maschera riappare così nel suo significato antico addizionata da moderne concezioni psicologiche che possono conferire al teatro una peculiare novità di risultati
L’officina laboratorio prevede uno studio sull’oggetto maschera, partendo dalla costruzione di una neutra bianca e dalla creazione di un calco\matrice , fino alla costruzione vera e propria di una maschera in cuoio.
Per l’approfondimento dell’officina laboratorio verranno messi a disposizione dei partecipanti calchi e maschere in cuoio. La durata complessiva è di circa 48 ore (dalle 10:00 alle 13:00, dalle 15:00 alle 18:00) . Il costo del laboratorio è di 300 euro.
Vi sarà inoltre un esposizione di maschere della commedia prodotte dai Fratelli De Marchi
Tutte le opere prodotte durante l’officina (neutra bianca, calco\matrice, maschera in cuoio) resteranno ai partecipanti.
Le giornate saranno suddivise nelle seguenti tematiche e passaggi di lavoro.
1° Giorno: La maschera estrema conseguenza del trucco.
Maschera bianca.
2° Giorno: La terra-l’argilla:
Costruzione del calco\matrice.
Materiale: Argilla.
3° Giorno: IL cuoio come seconda pelle.
Costruzione della maschera su calco di legno.
4° Giorno: Tecnica di lavorazione della maschera.
Battitura e lisciatura.
5° Giorno: La luce del cuoio, gli occhi per il corpo.
Rifiniture.
6° Giorno: Tecnica di colorazione.
Materiali: Ossidi e cere colorate.
7° Giorno: Il calco.
Materiale: Pasta di legno.
8° Giorno: Il corpo\maschera.
La necessità di messa in scena.
Per informazioni e iscrizioni: Alessandra tel. 329.9343372
Email fucinafole@libero.it  - www.teatroaenigma.it