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E' scomparso Emilio Pozzi

2010-04-22

 

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Lunedì 29 marzo in carcere a Pesaro

Il teatro nel mondo arabo

Si festeggia la quarantanovesima

Giornata Mondiale del Teatro

 
Oggi (27 marzo 2010) davanti ai teatri ufficiali è andata in scena su tutto il territorio nazionale la protesta dei teatranti. Migliaia gli artisti dello spettacolo dal vivo che hanno depositato un crisantemo all’ingresso dei Teatri Stabili per contestare il Governo che, secondo i promotori dell’iniziativa, demagogicamente ha promosso la Prima Giornata Mondiale del Teatro in Italia, nel momento in cui non riesce a garantire al settore neppure i mezzi minimi di sussistenza.
 
Dal 1962, come ogni 27 di marzo, si è celebrata infatti anche quest’anno la Giornata Mondiale del Teatro per volontà dell’ I.T.I. (International Theatre Institute) creato dall’UNESCO nel 1948. In oltre cento nazioni dei Cinque Continenti sono state organizzate iniziative introdotte da un messaggio di una personalità di spicco del mondo del teatro internazionale, tradotto in trentacinque lingue ed in oltre cento stazioni radiofoniche e televisive. Nel 1962 fu Jean Cocteau a inviare il primo messaggio al Mondo, oggi è la volta dell’attrice inglese Judi Dench, celebre interprete teatrale nella Royal Shakespeare Company, a partire dalla metà degli anni ottanta divenuta nota anche al cinema, grazie alla sua incisiva carica comunicativa, interpretando ruoli di donne eccentriche o vendicative in film di successo (premiata con l’Oscar per il film Shakespeare in Love come attrice non protagonista per l’interpretazione della regina Elisabetta d’Inghilterra).
 
Il Teatro è una sorgente di divertimento e di ispirazione e possiede la capacità di unire tutte le popolazioni e le culture del mondo. È oltremodo importante perché ci offre la possibilità di educare e di informare” dice Judi Dench nel suo messaggio. E poi continua: “Il teatro possiede il dono di farci ridere, di farci piangere, ma deve farci anche riflettere e reagire”.

Con il Teatro Aenigma (che rappresenta in Italia la International University Theatre Association, organismo aderente all’I.T.I.) “Abbiamo  deciso di celebrare l’evento” , afferma Vito Minoia, docente universitario e vicepresidente della IUTA-, “come ogni anno da quando nel 2006 ha organizzato a Urbino il Sesto Congresso Mondiale del Teatro, coerentemente con il suo impegno di carattere sociale, nella Casa Circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro con una conferenza-spettacolo sul Teatro nel Mondo Arabo . L’evento sarà ripreso in video e mostrato, con le dovute autorizzazione, agli universitari di Urbino al rientro dalle vacanze di Pasqua
Ospite d’eccezione lunedì 29 marzo alle ore 14.00 al teatro di via Fontesecco 88 a Pesaro sarà l’ artista e studioso iracheno Kassim Karkoukly Bayatly,
Attore, scrittore, regista, cantente, danzatore sufi, ricercatore universitario di Bagdad, decide l’autoesilio in Italia fondando la compagnia del Teatro dell’Arcano a Firenze, un’esperienza di vita molto particolare, se non unica.
Lo storico del teatro Claudio Meldolesi lo descriveva così: “Kassim deve essersi accorto della possibilità di far coesistere la sua storia personale con la nostra, senza rinunciare alle radici: perché sono divenuti laici i suoi spettacoli di rispecchiamento artistico della fede(…), ha acquisito forme di teatro povero, interetnico e dell’antropologia rigenerata dalla scena perché crescesse l’esperienza implicita del suo popolo con la propria coniugazione personale di artista. Cosa questa naturalmente decisiva anche per nutrire l’utopia di un mondo ulteriore, anzitutto non diviso fra lo strapotere del nord e la condanna del sud”.
 
L’incontro è rivolto ai detenuti e alle detenute di Pesaro che con laCompagnia Lo Spacco’ stanno preparandouno spettacolo teatrale liberamente ispirato alle “Lettere dal carcere” di Antonio Gramsci, in scena a Pesaro a metà  maggio 2010 (Per le modalità di richiesta di autorizzazione all’ingresso in carcere per assistere all’evento, fino al 20 aprile, si potrà contattare il Teatro Aenigma all’indirizzo e.mail aenigma@uniurb.it – sito Internet www.teatroaenigma.it) .
Negli stessi giorni di maggio andrà in scena anche il lavoro teatrale della classe II B della Scuola secondaria inferiore ‘Galilei’ di Pesaro, che nell’ambito del progetto di laboratorio espressivo istituito in collaborazione tra Scuola e Carcere e con il sostegno dell’Ambito territoriale sociale n.1 sta allestendo lo spettacolo “Kiwani”, liberamente ispirato al testo omonimo di Silvia Bartoli, reclusa a Villa Fastiggi.
 
Riuscirà il messaggio di Judi Dench e di tutto il popolo del teatro a superare, in chiave educativa, le frontiere del pregiudizio oltre a quelle geografiche?
 
 
 Approfondimenti:
 
Messaggio internazionale 2009
La Giornata Mondiale del Teatro ci dà l’opportunità di celebrare il Teatro nella molteplicità delle sue forme. Il Teatro è una sorgente di divertimento e di ispirazione e possiede la capacità di unire tutte le popolazioni e le culture del mondo. È oltremodo importante perché ci offre la possibilità di educare e di informare.
In tutto il mondo, il Teatro si rappresenta in qualunque spazio e non solo nei luoghi deputati: alcuni spettacoli possono svolgersi in un piccolo villaggio dell’Africa, ai piede di una montagna dell’Armenia, su una piccola isola del Pacifico. Il Teatro non ha bisogno che di un spazio e di un pubblico.
Il teatro possiede il dono di farci ridere, di farci piangere, ma deve farci anche riflettere e reagire.
Il Teatro è il frutto di un lavoro di squadra. Noi vediamo solo gli attori, ma c’è un numero stupefacente di persone nascoste, tutte altrettanto importanti, le cui competenze, diverse e specifiche, permettono allo spettacolo di avere luogo. È anche loro una parte di ogni trionfo o successo raccolto.
Il 27 marzo è, ufficialmente, la Giornata Mondiale del Teatro; ma ogni giorno dovrebbe essere considerato, in differenti maniere, come una giornata del teatro perché abbiamo la responsabilità di perpetuare questa tradizione di divertimento, di educazione e di edificazione dei pubblici senza le quali non potremmo esistere
Judi Dench
                                                                              (traduzione di)
 
 
"LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO è stata istituita nel 1961 dall’ Istituto Internazionale del Teatro (ITI). La Giornata Mondiale del Teatro viene celebrata annualmente il 27 Marzo dai Centri ITI e dalla comunità teatrale internazionale. Si organizzano diversi eventi a livello internazionale per celebrare l’ occasione.
Uno dei più importanti è la diffusione del Messaggio Internazionale tradizionalmente redatto da una personalità del teatro di livello Mondiale invitata dall’iit a condividere le proprie riflessioni sui temi del teatro e della pace tra i popoli. 
Invitiamo a visitare il sito dell’ I.T.I. all’indirizzo  http://www.iti-worldwide.org
 

 

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Decimo Convegno su "I Teatri delle diversità" e Quarto Festival Internazionale "Le Visioni del Cambiamento" (Provincia di Pesaro e Urbino dal 24 ottobre al 27 novembre 2009)

COMUNICATI STAMPA

Comunicato generale del 18.10.2009 

 Comunicato del 21.10.2009 (apertura convegno)

Comunicato del 23.10.2009 (spettacoli del 24.10)

Comunicato del 26.10.2009 (bilancio convegno)

 Comunicato del 03.11.2009 (Festival esperienze carceri Saluzzo e Pesaro)

 Comunicato del 10.11.2009 (Festival esperienza del Centro Europeo Teatro e Carcere)

 Comunicato del 18.11.2009 (Festival esperienza nel carcere di Venezia)

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COMUNICATO DEL 27.03.2009

PESARO

anteprima degli eventi previsti dal 2 al 9 aprile a scuola e in carcere

Con Augusto Boal e il Teatro Aenigma
la quarantottesima Giornata Mondiale del Teatro

Dal 1962, come ogni 27 di marzo, si celebra anche quest’anno la Giornata Mondiale del Teatro per volontà dell’ I.T.I. (International Theatre Institute) creato dall’UNESCO nel 1948. In oltre cento nazioni dei Cinque Continenti sono state organizzate iniziative introdotte da un messaggio di una personalità di spicco del mondo del teatro internazionale, tradotto in trentacinque lingue ed in oltre cento stazioni radiofoniche e televisive. Nel 1962 fu Jean Cocteau a inviare il primo messaggio al Mondo, oggi è la volta del regista e pedagogo brasiliano Augusto Boal, grande innovatore del teatro di partecipazione sociale, ideatore del “Teatro dell’Oppresso” che tanto ha contribuito (e continua tuttora a farlo) alla difesa degli ideali di giustizia e libertà, in particolare nei Paesi più poveri del Pianeta.
Fedele al proprio impegno civile, Boal nel suo messaggio dice: “Guardando il mondo oltre le apparenze, vediamo oppressori ed oppressi in tutte le società, etnie, generi umani, classi e caste, vediamo il mondo ingiusto e crudele. Abbiamo l’obbligo d’inventare un altro mondo perché sappiamo che ciò è possibile. Ma spetta a noi costruirlo con le nostre mani, entrando in scena, sul palcoscenico e nella vita” E conclude: “Il Teatro non può essere appena un evento – è una forma di vita! Attori siamo tutti noi, e cittadino non è soltanto quello che vive in una società: è quello che la trasforma!”

Il Teatro Aenigma (che rappresenta in Italia la International University Theatre Association, organismo aderente all’I.T.I.) “Ha voluto celebrare l’evento come negli ultimi tre anni” –afferma Vito Minoia, docente universitario a Urbino e vicepresidente della IUTA-. “con attività che hanno uno straordinario valore educativo e che uniscono la ‘Compagnia Lo Spacco’, composta da detenuti e detenute nella Casa Circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro, e gli allievi della classe III B della Scuola secondaria inferiore ‘Galilei’ di Pesaro”.
Il messaggio di Boal è stato letto sia a Scuola, sia in Carcere, dove si stanno affrontando le ultime fasi di preparazione degli spettacoli che vedono coinvolti i due gruppi.
Giovedì prossimo, 2 aprile, infatti, gli allievi della IIIB, coordinati dal loro professore Antonio Rosa, porteranno in scena uno spettacolo ispirato ad un repertorio di Fiabe Cambogiane. Per l’occasione, l’Istituto, diretto da Rosanna Marchionni, ha promosso un incontro, rivolto a tutte le classi, con la dottoressa Paola Riccardi dell’Associazione Onlus N.A.A.A. (Network Aiuto Assistenza Accoglienza) impegnata, insieme alla Ong Lichado in un Progetto di Cooperazione Internazionale a favore dei piccoli “prigionieri innocenti” cambogiani. Si tratta di bambini che fino all’età di otto anni sono costretti a convivere, in condizioni disumane, in prigione insieme ai loro genitori, qualora non vi fossero altri familiari disposti ad occuparsi di loro.
All’esperienza ha collaborato il Maestro Burattinaio Mariano Dolci. Sette i racconti drammatizzati, alcuni dei quali tradotti dall’inglese dagli stessi ragazzi della III B.

Martedì 7 e giovedì 9 aprile, invece, sarà la volta dei detenuti e detenute della Compagnia Lo Spacco diretta da Vito Minoia e Paolo Polverini. Il gruppo presenterà uno spettacolo liberamente ispirato a Napoli Milionaria di Eduardo De Filippo. La replica prevista per giovedì 9 aprile alle ore 13.30 è aperta anche al pubblico esterno.
Per poter accedere occorre trasmettere alla Direzione della Casa Circondariale di Pesaro una richiesta via e.mail. E’ possibile scaricare il modulo nella home page del Teatro Aenigma (www.teatroaenigma.it) o richiederlo all’indirizzo aenigma@uniurb.it .

Le due iniziative rientrano nel progetto "La Comunicazione teatrale", promosso dal 2002 dal Ministero di Giustizia-Direzione Casa Circondariale di Pesaro, in collaborazione con l'Ambito Territoriale Sociale n.1 e con l'Assessorato ai Servizi Sociali della città di Pesaro.

Ufficio Stampa:
Romina Mascioli Tel.333 6564375, e-mail: mascioli.uffistampa@alice.it

 

ITALIANO
Giornata Mondiale del Teatro - Messaggio internazionale
27 marzo 2009

AUGUSTO BOAL

Tutte le società umane sono spettacolari nel loro quotidiano e producono spettacoli nei momenti speciali. Sono spettacolari come forma di organizzazione sociale e producono spettacoli, come quello che siete venuti ad assistere.
Anche se incoscientemente, le relazioni umane sono strutturate in forma teatrale: l’uso dello spazio, il linguaggio del corpo, la scelta delle parole, la modulazione delle voci, il confronto delle idee e delle passioni, tutto quello che facciamo sul palcoscenico, lo facciamo sempre nelle nostre vite: noi siamo teatro!
Non soltanto i matrimoni ed i funerali sono spettacoli, ma anche i riti quotidiani che, per la loro familiarità, non arrivano alla nostra coscienza. Non solo le cerimonie, ma anche il caffè del mattino, i ‘buon giorno’, i timidi amori ed i grandi conflitti passionali, una sessione di lavoro del Parlamento oppure una riunione diplomatica: tutto è teatro.
Una delle principali funzioni della nostra arte è far prendere coscienza di questi spettacoli della nostra vita quotidiana, dove gli attori sono anche spettatori, il palcoscenico è la platea, e la platea il palcoscenico.
Siamo tutti artisti: facendo teatro, impariamo a veder ciò che ci salta agli occhi e che siamo incapaci di notare, in quanto siamo appena abituati a guardare. Ciò che ci è familiare diventa invisibile: fare teatro invece illumina il palcoscenico della nostra vita quotidiana.
A settembre dell’anno scorso siamo stati sorpresi da una rivelazione teatrale: noi, che pensavamo di vivere in un mondo sicuro nonostante le guerre, i genocidi, le ecatombi e le torture che si succedevano, anche se lontano da noi, nei paesi distanti e selvatici; noi che vivevamo sicuri con i nostri soldi depositati in una banca di rispetto - oppure nelle mani di un onesto agente di Borsa – siamo stati informati che questi soldi non esistevano, erano virtuali, una brutta finzione di alcuni economisti. Questi ultimi non erano finti, non erano sicuri e nemmeno rispettabili. Tutto ciò non era da intendere come un cattivo teatro con un triste copione, dove pochi guadagnavano molto e molti perdevano tutto.
Politici dei Paesi ricchi si chiudevano in riunioni segrete dalle quali uscivano con soluzioni magiche. Noi, vittime delle loro decisioni, continuiamo ad essere spettatori seduti nell’ultima fila dei teatri.

Venti anni fa ho diretto Fedra di Racine, a Rio de Janeiro. La scena era povera: per terra pelle di mucca; tutt’intorno, canne di bambù. Prima di cominciare lo spettacolo, dicevo ai miei attori: “Adesso è finita la finzione del nostro giorno-dopo-giorno. Quando oltrepassiamo quelle canne di bambù, e siamo sul palcoscenico, nessuno di voi ha il diritto di mentire. Il teatro è la Verità Nascosta”.
Guardando il mondo oltre le apparenze, vediamo oppressori ed oppressi in tutte le società, etnie, generi umani, classi e caste, vediamo il mondo ingiusto e crudele. Abbiamo l’obbligo d’inventare un altro mondo perché sappiamo che ciò è possibile. Ma spetta a noi costruirlo con le nostre mani, entrando in scena, sul palcoscenico e nella vita.
Assistete allo spettacolo che deve iniziare; dopo, nelle vostre case, con i vostri amici, organizzate voi stessi le vostre pièce e vedete cosa mai avreste potuto vedere: ciò che salta agli occhi.
Il Teatro non può essere appena un evento – è una forma di vita!
Attori siamo tutti noi, e cittadino non è soltanto quello che vive in una società: è quello che la trasforma!

Augusto Boal
(traduzione dal portoghese di Djalma Patricio e Vito Minoia)



EGLISH
World Theatre Day – International Message
27th March 2009


All human societies are “spectacular*” in their daily life and produce “spectacles” at special moments. They are “spectacular” as a form of social organization and produce “spectacles” like the one you have come to see.
Even if one is unaware of it, human relationships are structured in a theatrical way. The use of space, body language, choice of words and voice modulation, the confrontation of ideas and passions, everything that we demonstrate on the stage, we live in our lives. We are theatre!
Weddings and funerals are “spectacles”, but so, also, are daily rituals so familiar that we are not conscious of this. Occasions of pomp and circumstance, but also the morning coffee, the exchanged good-mornings, timid love and storms of passion, a senate session or a diplomatic meeting - all is theatre.
One of the main functions of our art is to make people sensitive to the “spectacles” of daily life in which the actors are their own spectators, performances in which the stage and the stalls coincide. We are all artists. By doing theatre, we learn to see what is obvious but what we usually can’t see because we are only used to looking at it. What is familiar to us becomes unseen: doing theatre throws light on the stage of daily life.
Last September, we were surprised by a theatrical revelation: we, who thought that we were living in a safe world, despite wars, genocide, slaughter and torture which certainly exist, but far from us in remote and wild places. We, who were living in security with our money invested in some respectable bank or in some honest trader’s hands in the stock exchange were told that this money did not exist, that it was virtual, a fictitious invention by some economists who were not fictitious at all and neither reliable nor respectable. Everything was just bad theatre, a dark plot in which a few people won a lot and many people lost all. Some politicians from rich countries held secret meetings in which they found some magic solutions. And we, the victims of their decisions, have remained spectators in the last row of the balcony.
Twenty years ago, I staged Racine’s Phèdre in Rio de Janeiro. The stage setting was poor: cow skins on the ground, bamboos around. Before each presentation, I used to say to my actors: “The fiction we created day by day is over. When you cross those bamboos, none of you will have the right to lie. Theatre is the Hidden Truth”.
When we look beyond appearances, we see oppressors and oppressed people, in all societies, ethnic groups, genders, social classes and casts; we see an unfair and cruel world.
We have to create another world because we know it is possible. But it is up to us to build
this other world with our hands and by acting on the stage and in our own life.
Participate in the “spectacle” which is about to begin and once you are back home, with your friends act your own plays and look at what you were never able to see: that which is
obvious. Theatre is not just an event; it is a way of life!
We are all actors: being a citizen is not living in society, it is changing it.

Augusto Boal



FRENCH

Journée Mondiale du Théâtre – Message international

27 mars 2009

« Toutes les sociétés humaines sont spectaculaires dans leur quotidien et produisent des
spectacles pour des occasions particulières. Elles sont spectaculaires en tant que mode
d’organisation sociale, et produisent des spectacles comme celui que vous êtes venus voir.
Même si nous n’en avons pas conscience, les relations humaines sont structurées de façon théâtrale : l’utilisation de l’espace, le langage du corps, le choix des mots et la modulation de la voix, la confrontation des idées et des passions, tout ce que nous faisons sur les planches, nous le faisons dans notre vie : nous sommes le Théâtre !
Non seulement les noces et les funérailles sont des spectacles, mais le sont aussi les rituels quotidiens si familiers qu’ils n’affleurent pas à notre conscience. Non seulement les grandes pompes, mais aussi le café du matin et les bonjours échangés, les amours timides et les grands conflits passionnels, une séance du sénat ou une réunion diplomatique- tout est théâtre.
L’une des principales fonctions de notre art est de porter à notre conscience les spectacles de la vie quotidienne dont les acteurs sont également les spectateurs, dont la scène et le parterre se confondent. Nous sommes tous des artistes : en faisant du théâtre, nous apprenons à voir ce qui nous saute aux yeux, mais que nous sommes incapables de voir tant nous sommes seulement habitués à regarder. Ce qui nous est familier nous devient invisible : faire du théâtre, c’est éclairer la scène de notre vie quotidienne.
Au mois de septembre dernier, nous avons été surpris par une révélation théâtrale : nous qui pensions vivre dans un monde sûr, malgré les guerres, les génocides, les hécatombes et les tortures qui, certes, se déroulaient mais loin de nous dans des contrées lointaines et sauvages, nous qui vivions en sécurité avec notre argent placé dans une banque respectable ou dans les mains d’un honnête courtier en bourse, on nous a dit que cet argent n’existait pas, qu’il était virtuel, fiction de mauvais goût de quelques économistes qui eux n’étaient pas fictifs, ni sûrs, ni respectables. Tout cela n’était que du mauvais théâtre, une sombre intrigue dans laquelle quelques-uns gagnaient beaucoup et où beaucoup perdaient tout. Des politiciens des pays riches ont tenu des réunions secrètes d’où ils sont sortis avec des solutions magiques. Nous, victimes de leurs décisions, nous sommes restés spectateurs assis au dernier rang du balcon.
Il y a vingt ans, je montais Phèdre de Racine à Rio de Janeiro. Les décors étaient pauvres : des peaux de vache au sol, des bambous autour. Avant chaque représentation, je disais à mes acteurs : « la fiction que nous avons créée au jour le jour est finie. Quand vous aurez franchi ces bambous, aucun de vous n’aura le droit de mentir. Le Théâtre, c’est la Vérité Cachée ».
Quand nous regardons au-delà des apparences, nous voyons des oppresseurs et des opprimés, dans toutes les sociétés, les ethnies, les sexes, les classes et les castes ; nous voyons un monde injuste et cruel. Nous devons inventer un autre monde parce que nous savons qu’un autre monde est possible. Mais il nous appartient de le construire de nos mains en entrant en scène, sur les planches et dans notre vie.
Venez assister au spectacle qui va commencer; de retour chez vous, avec vos amis, jouez vos propres pièces et voyez ce que vous n’avez jamais pu voir : ce qui saute aux yeux. Le théâtre n’est pas seulement un événement, c’est un mode de vie !
Nous sommes tous des acteurs : être citoyen, ce n’est pas vivre en société, c’est la changer. »

Augusto Boal

 

 

COMUNICATO DEL 12.03.2009

Al Teatro della Fortuna di Fano
Serata di spettacolo
sul tema della Salute Mentale

martedì 17 marzo alle 21.15

Serata di spettacolo al Teatro della Fortuna di Fano sul tema della Salute Mentale martedì 17 marzo alle 21.15. Il Teatro Aenigma, a conclusione di un percorso di creazione artistica con gli utenti dei Servizi di Sollievo “Dialogando”(negli Ambiti Territoriali Sociali di Fano e Fossombrone), presenta “La parola restituita”, in cui si cerca di ricreare il clima degli anni della trasformazione attraverso il ricordo di vere e proprie ‘cronache del cambiamento’: l’iniziativa è infatti dedicata al Trentennale della Legge 180 nella Provincia di Pesaro e Urbino.
“Abbiamo voluto ricordare” dichiara Vito Minoia, regista e direttore artistico del progetto “attraverso un’opera di teatro, musica dal vivo, poesia, espressione pittorica, il percorso che ha contraddistinto la Riforma della Psichiatria nel nostro Paese, conosciuta anche come riforma Basaglia, dal nome del noto medico che assunse la direzione dell’ospedale psichiatrico di Trieste nel 1971 mettendo in crisi la vecchia organizzazione del manicomio-lager”.
Lo spettacolo si ispira tra l’altro alla biografia, romanzata da Agnese Mancini, di una giovane donna della provincia marchigiana vittima dello stigma impresso dalla propria comunità di appartenenza. La giovane vive gli anni della trasformazione, passando da una struttura di internamento all’altra.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Libera.mente, la Cooperativa Labirinto, la Cooperativa Crescere e il finanziamento della Regione Marche – Giunta Regionale, Assessorato ai Servizi Sociali e Immigrazione, Assessorato ai Beni e Attività Culturali. Con Patrocinio del Comune di Fano, Assessorato alla Cultura, l’ingresso è gratuito.

Ufficio Stampa:
Romina Mascioli Tel.333 6564375, e-mail:
mascioli.uffistampa@alice.it



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COMUNICATO DEL 18.10.2008

DEDICATI A FRANCO BASAGLIA
Il Nono Convegno dei Teatri delle Diversità
e il Terzo Festival “Le Visioni del Cambiamento”
nella Provincia di Pesaro e Urbino

 

 da Burkina Faso e Libia le ospitalità internazionali



Sabato 25 e domenica 26 ottobre 2008, presso il Convento S.Maria del Soccorso di Cartoceto, Nono appuntamento per “I TEATRI DELLE DIVERSITÀ”, il Convegno Internazionale di Studi promosso dall'Associazione Culturale “AENIGMA” e dalla rivista “Catarsi-Teatri delle Diversità'” (diretta da Emilo Pozzi e Vito Minoia, docenti di teatro all’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”), che dal 1996 ha inaugurato, a livello europeo, una ricerca scientifica sulle esperienze di espressione creativa con finalità artistiche e/o socio-terapeutiche nei territori dell'handicap, disagio psichico, carcere, tossicodipendenze ed in altri settori del sociale.
Le manifestazioni del 2008, entrate in rete con altre iniziative del territorio provinciale,
sono dedicate a Franco Basaglia in occasione del Trentennale della Legge 180.
Anche a fronte delle recenti polemiche, spesso demagogiche, il convegno offre la possibilità di avere un’idea più oggettiva e concreta della storia e della situazione attuale dell’intricato mondo delle malattie mentali.
Una riflessione obbligatoria, dopo 30 anni di esperienza, nell’interesse comune di malati, famiglie e una società civile e avanzata; un incontro con persone che lavorano sul campo ogni giorno: psichiatri, registi, attori, psicomotricisti, poeti; e i veri protagonisti, i talenti “altri”, le persone con disagio psichico che attraverso l’arte e il teatro hanno deciso di raccontare le proprie storie: i matti, come senza mezzi termini li chiama Claudio Misculin, ricoverato nel manicomio di Trieste ai tempi di Basaglia e ora attore e regista, fondatore dell’Accademia della follia, uno degli ospiti dell’evento. Ad aprire i lavori del Convegno sarà, nella sezione Il Laboratorio delle Idee, il Professor Gianni Tibaldi in qualità di rappresentante dello Stato Italiano nel Gruppo di lavoro “Mentally Hill/Mental Health” della “United Nations Commission for Human Rights”, con una relazione su “A trent'anni dalla legge 180. Il disagio mentale come sfida dei Diritti Umani” a seguire, il Professor Piero Ricci, docente di Linguistica generale presso l’Università di Siena e segretario del Centro internazionale di semiotica e linguistica all’Università di Urbino interverrà su “Le maschere di Medea, ovvero scene di infanticidio”.
Un’ospite significativo, sarà il poeta e drammaturgo Giuliano Scabia, già docente al DAMS di Bologna, dove ha formato numerosi studiosi e artisti, precursore delle esperienze di Teatro con alto contenuto di carattere poetico nel disagio sociale (sua, insieme al pittore Vittorio Basaglia è la celebre esperienza di “Marco Cavallo” voluta da Franco Basaglia nell’ex manicomio di Trieste nel 1973). Il suo intervento “La luce di dentro – Cavalli di luce” approfondirà una riflessione sullo spettacolo serale del 25 ottobre al Teatro Sociale di Novafeltria: “La luce di dentro- Viva Franco Basagliadell’Accademia della Follia con la regia dello stesso Scabia.
Nella vocazione della rivista, impegnata continuamente nell’informazione, nella ricerca e nella riflessione critica, altri ospiti da diversi paesi internazionali testimonieranno la forza del teatro nel contrastare pregiudizi e poteri forti in situazioni precarie nel mondo, come quella del razzismo e dei rifugiati (rappresentata dalla regista olandese Annet Henneman) o della lotta all’AIDS nel Burkina Faso (rappresentata dal regista africano Lambert Zabré); tutti gli interessati al settore del teatro e sanità potranno seguire l’intervento di Ginevra Sanguigno fondatrice dell’Associazione Clown One a Milano, storica collaboratrice di Patch Adams, il medico che ha deciso di curare la sofferenza indossando un naso rosso, e con lui ambasciatrice del sorriso in ogni angolo più disagiato del mondo.
Performance, incontri, aggiornamenti, con ospiti italiani e internazionali per i due giorni di convegno, daranno a loro volta solo il via alla terza edizione del Festival Internazionale dei Teatri delle Diversità “Le Visoni del Cambiamento” che quest’anno si svolgerà in diversi luoghi della Provincia di Pesaro e Urbino fino al 21 novembre con la direzione artistica di Vito Minoia. Dopo l’appuntamento di sabato 25 a Novafeltria, martedì 28 ottobre al Teatro La Vela di Urbino, la Compagnia O Thiasos di Roma, gruppo che propone un punto di vista altro sull’idea stessa di teatro in cui la natura diventa un partner vivo sia per gli artisti coinvolti che per il pubblico, presenterà Miti di stelle, uno spettacolo che indaga la relazione tra mitologia e natura, con la regia di Sista Bramini. Mercoledi 29 il Teatro Aenigma, da poco reduce dal suo viaggio in Messico dove ha rappresentato l’Italia al Settimo Congresso Mondiale del Teatro Universitario, perseguendo la sua vocazione di promotore di incontri e scambi culturali internazionali, ospita presso il Teatro La Vela di Urbino Kassim Bayatly Karkoukly, regista della Compagnia di Teatro Universitario di Tripoli con lo spettacolo Mozart e Salieri, un “dramma leggero” sulla conflittualità come lo definisce lo stesso regista. Altri numerosi appuntamenti legheranno tra loro con il filo leggero della poesia i diversi luoghi del Festival ancora tra Università di Urbino, Istituto Comprensivo Galilei, Biblioteca San Giovanni e Carcere di Pesaro. Qui tre gli appuntamenti, il 6 novembre con Il Parlamento di Ruzante per la Regia del Maestro Gianfranco de Bosio, quando un ex detenuto rientrerà in carcere come attore, il 13 novembre con la presentazione del volume “Parole’mbrugliate, parole vere per Eduardo” di Emilio Pozzi (La Compagnia dello Spacco sta allestendo in questi mesi uno spettacolo ispirato a “Napoli Milionaria” di De Filippo) e il 19 novembre con I cieli del mondo a cura di Lara Albanese, ricercatrice presso l’Osservatorio Astronomico di Arcetri e Mariano Dolci, Maestro burattinaio. Lo spettacolo sarà mostrato anche agli alunni dell’Istituto Comprensivo Galilei che potranno assistere alle magie del teatro delle ombre nel raccontare le diverse mitologie astrali del mondo.

Le iniziative sono realizzate con la Compartecipazione di: Regione Marche, Giunta Regionale, Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali, Ministero della Giustizia-Direzione Casa Circondariale di Pesaro, Città di pesaro, Ambito Territoriale Sociale n. 1, Comuni di Cartoceto, Saltara, Novafeltria. Patrocinio di: Università degli studi di Urbino "Carlo Bo", Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. Patrocinio e sostegno di: Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, SIN (Sistema Informativo Nazionale per lo sviluppo in agricoltura). Collaborazione di: Facoltà di Scienze della Formazione-Università degli studi di Urbino "Carlo Bo", Istituto Comprensivo Statale "Galilei" di Pesaro, Biblioteca Comunale "San Giovanni" di Pesaro, Cooperativa Sociale Labirinto.   

 
Ufficio Stampa: Romina Mascioli - Tel.333 6564375, e-mail: mascioli.uffistampa@alice.it

 

 

 

 

Il TEATRO AENIGMA su  GOMARCHE.IT

(il quotidiano online delle Marche)

DATA            SEZIONE            TITOLO
26 Mar 07        Spettacoli             Iniziative per la Giornata Mondiale del Teatro 07
28 Feb 07        Cultura                Teatro: Urbino ospite d’onore in Belgio
13 Feb 07        Cultura                A teatro negli istituti penitenziari delle Marche
19 Ott 06         Cultura                I TEATRI DELLE DIVERSITA'; RIFLETTERE SUL DISAGIO
20 Lug 06        Spettacoli             IL TEATRO UNIVERSITARIO MONDIALE AD URBINO
26 Mag 06       Cultura                 DARIO FO E AUGUSTO BOAL IN ARRIVO AD URBINO
27 Mar 06        Spettacoli             OGGI A URBINO "GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO"
22 Nov 04       Spettacoli             "TEATRI E CONTESTI": SI CHIUDE CON IL COSTA RICA
16 Nov 04       Spettacoli             "TEATRI E CONTESTI", SI INIZIA CON LA GRECIA
02 Nov 04       Spettacoli             AL VIA IL PROGETTO "PIANETA VOLPONI" AD URBINO

COMUNICATI STAMPA

Sezione a cura di Romina Mascioli
Ufficio Stampa Teatro Aenigma mascioli.ufficiostampa@alice.it, tel. 333 6564375

 

 

25 marzo 2008

 

 

A Pesaro respiro internazionale

per la “Comunicazione teatrale” in carcere

 

Attori-detenuti e ragazzi insieme

festeggiano con Robert Lepage e il Teatro Aenigma

la quarantasettesima Giornata Mondiale del Teatro

 

Dal 1962, come ogni 27 di marzo, si celebra anche quest’anno la Giornata Mondiale del Teatro per volontà dell’ I.T.I. (International Theatre Institute) creato dall’UNESCO nel 1948. In oltre cento nazioni dei Cinque Continenti sono state organizzate iniziative introdotte da un messaggio di una personalità di spicco del mondo del teatro internazionale, tradotto in venti lingue ed in oltre cento stazioni radiofoniche e televisive. Nel 1962 fu Jean Cocteau a inviare il primo messaggio al Mondo, oggi è la volta del regista canadese Robert Lepage, maestro di innovative sperimentazioni a favore dell’utilizzo delle nuove tecnologie in scena, che citiamo volentieri quando auspica che “il teatro deve sapere offrire soluzioni ai problemi di intolleranza, esclusione e razzismo e promuovere la reciproca comprensione fra le genti”.

Il Teatro Aenigma (che rappresenta in Italia la International University Theatre Association, organismo aderente all’I.T.I.) “Ha voluto celebrare a modo suo l’evento” –afferma Vito Minoia, docente universitario a Urbino e vicepresidente della IUTA-. “Una giornata di laboratorio nella Casa Circondariale di Villa Fastiggi, dove la ‘Compagnia de lo Spacco’, composta da attori detenuti e attrici detenute, aderenti al progetto ‘La Comunicazione teatrale’ attivato dalla Direzione dell’Istituto di Pesaro dal 2002,  incontrerà, attraverso un intenso scambio espressivo, la classe III B della Scuola secondaria inferiore ‘Galilei’ di Pesaro”.

Come in iniziative precedenti l’incontro si inserisce in un felice intreccio creativo che porterà alla realizzazione di due spettacoli teatrali (quello realizzato dai detenuti e quello realizzato dai ragazzi) in una dimensione di “baratto” , per utilizzare un termine caro alla ricerca antropologica di Eugenio Barba. Le rappresentazioni  sono state programmate nel Teatro della struttura penitenziaria per giovedì 10 aprile 2008.

Con la direzione di Vito Minoia, lo spettacolo dei detenuti si ispira a interviste e altre elaborazioni espressive di carattere autobiografico e multiculturale. E’ stato allestito nell’Istituto nel corso degli ultimi dieci mesi e prende spunto dal confronto con alcune riflessioni di Dario Fo sul senso del fare teatro in carcere.

Sul tema de “L’ombra e il sogno”, invece, il titolo dell’elaborazione teatrale dei ragazzi, diretta dal Maestro Burattinaio Mariano Dolci. E’ liberamente ispirata al racconto “La scrittura del Dio” di Jorge Luis Borges e a produzioni oniriche dei partecipanti, avvalendosi della modalità del Teatro delle ombre.

Nel corso del 2008 un altro motivo di interesse internazionale attende la approfondita sperimentazione in carcere del  Teatro Aenigma. La partecipazione al Settimo Congresso Mondiale del Teatro all’Università che si terrà a giugno a Puebla (Messico) con lo spettacolo “Le Città-porto: da Ancona a Napoli” ispirato ai due Dialoghi in lingua rustica del Ruzante con la regia di Gianfranco De Bosio, direttore dell’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia dell’UNESCO.  Al lavoro, nei panni di uno degli interpreti principali, Pasquale Pepe, ex detenuto, oggi protagonista di significative produzioni della Compagnia Aenigma all’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

In autunno, all’interno del carcere e presso l’Istituto Comprensivo “Galilei”, lo spettacolo inaugurerà la nuova edizione del progetto “La Comunicazione teatrale”, un ciclo di lavoro che prenderà spunto proprio dall’opera di uno dei maggiori autori e attori del secolo XVI: Angelo Beolco detto il Ruzante dal personaggio che interpretava in teatro.

  

 

 

Approfondimenti:

 

 

Messaggio internazionale 2008

Ci sono un certo numero di ipotesi sulla nascita del teatro ma quella che trovo essere la più stimolante ha forma di fiaba: “Una notte, all’alba di tempi immemorabili, un gruppo di uomini s’era riunito in una cava per riscaldarsi intorno ad un fuoco e raccontare delle storie. Tutto ad un tratto, uno di loro ebbe l’idea di alzarsi e usare la sua ombra per illustrare il racconto. Usando la luce delle fiamme, fece apparire dei personaggi, più grandi che nella realtà, sulle pareti della cava. Stupiti,  gli altri riconobbero a turno il forte ed il debole, l’oppressore e l’oppresso, gli dei e i mortali”.

Oggi giorno le luci dei proiettori hanno preso il posto dell’originario fuoco del falò, e le macchine sceniche delle pareti della cava. E con tutta la deferenza dovuta a certi puristi questa favola ci ricorda che la tecnologia è presente sin dagli albori del teatro e che non dovrebbe essere percepita come una minaccia ma come un elemento unificatore.

La sopravvivenza dell’arte del teatro dipende dalla sua capacità di rinventare sé stesso abbracciando nuovi strumenti e nuovi linguaggi.  Altrimenti come potrebbe il teatro continuare a dar testimonianza  delle grandi questioni della sua epoca e promuovere la reciproca comprensione tra le genti senza avere, esso stesso, uno spirito d’apertura? Come potrebbe essere orgoglioso di sé nell’offrire soluzioni ai problemi di intolleranza, esclusione e razzismo, se, nella sua propria pratica, resiste ad ogni fusione e integrazione?

Al fine di rappresentare il mondo nella sua complessità, l’artista  deve esibire nuove forme e idee, e credere  nell’intelligenza dello spettatore, che è capace di distinguere la sagoma  dell’essere umano all’interno di questo perpetuo gioco di luci e ombre.

È vero che a giocare troppo col fuoco corriamo dei rischi ma possiamo anche  cogliere delle occasioni: possiamo restare scottati ma possiamo anche  meravigliare e illuminare.

Robert Lepage

(traduzione di Isacco Locarno)

 

"LA GIORNATA  MONDIALE DEL TEATRO  è stata istituita nel 1961 dall’ Istituto Internazionale del Teatro (ITI). La Giornata Mondiale del Teatro viene celebrata annualmente il 27 Marzo dai Centri ITI e  dalla comunità teatrale internazionale. Si organizzano diversi eventi a livello internazionale per celebrare l’ occasione.

Uno dei più importanti è la diffusione del Messaggio Internazionale tradizionalmente redatto da una personalità del teatro di livello Mondiale invitata dall’iit a condividere le proprie riflessioni sui temi del teatro e della pace tra i popoli. 

Invitiamo a visitare il sito dell’ I.T.I. all’indirizzo   http://www.iti-worldwide.org

 

5 giugno 2007

Dopo il VI Congresso Mondiale del Teatro

Da Santiago a Urbino, “Cercando Salomè”
giovedì 7 giugno al Teatro Sanzio


La compagnia Aenigma dà il via alla VI edizione di “Teatri e Contesti”
con un’anteprima

Sarà presentato mercoledì 6 giugno alle ore 17 presso la Sala Cinema di via Saffi 15, all’Università di Urbino, lo spettacolo “Cercando Salomè”, ultima produzione della compagnia Detuch del Dipartimento del Teatro dell’Università del Cile.
Coordinerà l’incontro il Prof. Emilio Pozzi, docente di Storia del Teatro all’Univesità di Urbino, alla presenza degli attori e del regista, Ivan Alvarez de Araya, del docente di Storia del Teatro Sud Americano John Nuckey, di Walter Valeri dell’ Harward University, e di Vito Minoia dell’Università di Urbino e Presidente del Teatro Aenigma.
La Compagnia cilena, nata in seno all’Università nel ’99 e formata da ex-studenti e neolaureati, si prefigge lo scopo di dare vita ad un vero e proprio laboratorio, che coinvolge attori, scenografi, costumisti e progettisti.
Nel 2006, ispirato al testo di Oscar Wilde, produce questo spettacolo, che nasce dal bisogno di capire l’enigma della morte di Giovanni Battista, personaggio centrale del programma messianico degli antichi.
Come può un ballo scatenare l’omicidio di un mistico così importante? Come è possibile che gli occhi abbiano avuto il sopravvento sulla saggezza e il desiderio sulla ragione?
Una messa in scena dove due piani di narrazione drammatica si intrecciano: quello dell’azione dei corpi dei protagonisti e quello del racconto verbale della leggenda, sveleranno agli spettatori le risposte a queste domande.
Lo spettacolo, giovedì alle 21.15 al teatro Sanzio di Urbino, con ingresso gratuito, apre la VI edizione di “Teatri e Contesti”, Festival che proseguirà a Novembre con spettacoli delle Accademie di Arte Drammatica di Tallin (Estonia) e Budapest (Ungheria) e con momenti di formazione aperti a studenti ed attori.
Con il patrocinio e la compartecipazione di Città di Urbino- Assessorato alla Cultura e Turismo, Regione Marche-Giunta Regionale-Assessorato ai Beni e Attività Culturali, International University Theatre Association, E.R.S.U. Urbino, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, in collaborazione con “Cantiere Internazionale Teatro Giovani di Forlì e International Theatre Centre of New England.

16 maggio 2007

Da detenuti a protagonisti
Con uno spettacolo teatrale in Tribunale
per la prima volta in Italia


La Compagnia de “Lo Spacco”, originatasi all’interno della Casa Circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro, grazie al progetto di Laboratorio “La Comunicazione Teatrale”, attivato nel 2002 dall’Amministrazione Penitenziaria in collaborazione con il Teatro Aenigma, presenterà il giorno venerdì 18 maggio 2007 alle ore 17.30 presso la sede del Tribunale di Pesaro lo spettacolo “Comedia in Comedia”.
“Da detenuti a protagonisti” è il titolo dell’iniziativa, organizzata dall’Associazione Nazionale Magistrati (sezione di Pesaro) e dall’Ordine degli Avvocati di Pesaro, che, per la prima volta in Italia, vede coinvolta una Compagnia di attori-detenuti ed ex detenuti nella rappresentazione di un’opera teatrale all’interno di un Palazzo di Giustizia.
Il lavoro, con la regia di Vito Minoia – docente di Teatro all’Università di Urbino- si ispira ad un canovaccio inedito di Commedia dell’Arte del Seicento (donato agli inizi del Novecento da Benedetto Croce alla Biblioteca Nazionale di Napoli) e si avvale di una recitazione a soggetto da parte degli interpreti, di varia provenienza regionale ed internazionale.
La rappresentazione sarà preceduta da un video di Maria Celeste Taliani e da un intervento della Professoressa Rosanna Marchionni , Dirigente scolastico della Scuola “G.Galilei” d