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Sottoscritta al DAMS-Università Roma Tre l’Appendice operativa al Protocollo d’Intesa su Teatro e Carcere

December 7, 2017

 

Storico accordo al DAMS-Università Roma Tre, tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, il Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità, l’Università Roma Tre e il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere che sottoscrivono l’Appendice operativa al Protocollo d’Intesa su Teatro e Carcere. 

 

Si è chiusa a Roma la IV Rassegna Nazionale di Teatro in Carcere Destini Incrociati, tra spettacoli, conferenze, mostre, rassegne video, laboratori ed un importante Convegno che ha visto raccolti i protagonisti istituzionali del settore penitenziario e del teatro in carcere. 

 

La Rassegna, che si colloca nell’ambito del Progetto Nazionale di Teatro in Carcere Destini Incrociati, si è svolta con il contributo del MIBACT Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale Spettacolo, ai sensi dell’articolo 43, Promozione e Progetti di inclusione sociale. È stata promossa in rete da 22 organismi aderenti al Coordinamento Nazionale di Teatro in Carcere, con capofila l’Associazione Teatro Aenigma. DESTINI INCROCIATI si è svolto in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, con la Fondazione Palladium, con il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, con la partecipazione del Garante nazionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale e del Garante dei Diritti dei detenuti, Consiglio Regionale del Lazio, nonché con il patrocinio del Comune di Roma, Assessorato alla Crescita culturale. L’intero progetto, nato a Firenze nel 2012, ha potuto svilupparsi ulteriormente grazie al contributo del MIBACT, proseguendo così a Pesaro nel 2015, a Genova nel 2016, per giungere a Roma nel 2017.

La quarta tappa della manifestazione si è dunque svolta nella Capitale dal 15 al 17 novembre 2017, prevedendo una serie di attività programmate dal comitato artistico, composto da Vito Minoia, Valentina Venturini, Ivana Conte, Valeria Ottolenghi e Gianfranco Pedullà.

Gli spettacoli si sono svolti al Teatro Palladium, che ha anche accolto la mostra Prigionie (in)visibili, curata dal regista giapponese Yosuke Taki, dedicata al teatro di Samuel Beckett, e alla sezione femminile della Casa Circondariale di Rebibbia.

I laboratori di visione agli spettacoli sono stati accolti dalla Biblioteca Moby Dick, hub culturale della Regione Lazio, diretta dal Prof. Luigi De Chirico, che ha anche ospitato le presentazioni editoriali con la partecipazione di Giulio Baffi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, nonché la conferenza Teatro e carcere, una contraddizione in termini di Franco Ruffini, accademico e storico del teatro. 

Le rassegne video si sono svolte al DAMS-Università Roma Tre, che ha anche ospitato il convegno dal titolo Dagli Stati generali alla riforma penitenziaria. Prospettive per il Teatro in carcere, i cui lavori sono stati introdotti da Luca Pietromarchi, rettore dell’Università Roma Tre. Al convegno hanno partecipato Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, coordinatore del tavolo 9

“Istruzione, cultura, sport” degli Stati Generali sull’Esecuzione penale, Stefano Anastasia, Garante della Regione Lazio dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Paolo d’Angelo del Consiglio Universitario Nazionale, Onofrio Cutaia, Direttore Generale dello Spettacolo dal Vivo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, i registi Fabio Cavalli e Gianfranco Pedullà, il critico Gianfranco Capitta e Valentina Venturini, professore di storia del teatro all’Università Roma Tre e moderatrice dei lavori.

Molto apprezzate dagli operatori le parole di Onofrio Cutaia che ha confermato l’interesse che il Mibact ripone sulle iniziative sociali e in particolare sulle attività teatrali legate al carcere. Gianfranco Pedullà ha sottolineato come il valore progettuale e non corporativo sviluppato dal Coordinamento nazionale Teatro in Carcere negli ultimi 10 anni abbia prodotto una vera e propria ‘buona pratica’ promuovendo un circuito virtuoso e un sistema sostenibile. Rilevanti i dati forniti dal presidente del CNTiC Vito Minoia, che ha ribadito l’inestimabile valore che il teatro in carcere svolge per la società, poiché ha il pregio di abbattere dal 65 al 6 per cento la recidiva tra i detenuti che partecipano alle attività teatrali. Dato, questo, che pone l’Italia all’avanguardia sul piano socio-culturale nel panorama internazionale, confermato dall’interesse che ha suscitato la relazione sul teatro in carcere che lo stesso Minoia ha illustrato ai delegati di 70 nazioni partecipanti al 35° Congresso mondiale dell’ITI-UNESCO (International Theatre Institute) che si è tenuto lo scorso luglio a Segovia (Spagna). 

La sede del DAMS dell’Università Roma Tre è stata anche scena di uno storico avvenimento per il settore, ossia la sottoscrizione dell’Appendice operativa al Protocollo d’Intesa su Teatro e Carcere, siglata da: Paolo D’Angelo, in rappresentanza dell’Università Roma Tre, Santi Consolo, Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Gemma Tuccillo, Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e Vito Minoia, presidente del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere. La novità, in questo atto formale, è stata l’adesione al Protocollo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, di recente istituzione, con concrete indicazioni applicative per la promozione di azioni comuni. 

Gli spettacoli in cartellone al Teatro Palladium sono stati: Sorveglianza Speciale, presentato dalla Compagnia SineNomine della Casa di Reclusione di Spoleto con la regia di Giorgio Flamini; L’infanzia di alta sicurezza, della Compagnia TeatroIncontro della Casa di reclusione femminile di Vigevano, con la regia di Mimmo Sorrentino; Fortezza, presentato dalla Compagnia AdDentro della Casa di Reclusione di Civitavecchia, con la regia di Ludovica Andò; il concerto Fogli volanti di Giovanna Marini con il Coro Inni e Canti di Lotta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio diretto da Sandra Cotronei; Studio per un finale, spettacolo della Compagnia Metropopolare della Casa Circondariale di Prato, regia di Livia Gionfrida e La favola bella, della Compagnia Voci Erranti della Casa di Reclusione di Saluzzo, regia di Grazia Isoardi. Alla Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, presentato dalla Compagnia Le donne del Muro Alto, è andato in scena Amleta, con la regia di Francesca Tricarico.

La rassegna video, con una selezione a cura del comitato artistico coordinato da Vito Minoia, ha visto la presentazione al DAMS di venti cortometraggi divisi in tre sezioni, a documentazione di lavori attuati in tutta Italia.

Parte integrante del programma erano due laboratori: il Laboratorio di accompagnamento alla visione degli spettacoli, coordinato e condotto da Ivana Conte insieme a Paolo Gaspari e Loredana Perissinotto, con la partecipazione di AGITA- Associazione Nazionale per la Ricerca e la Promozione della Cultura Teatrale nella Scuola e nel Sociale, ai quali hanno partecipato anche 40 giovani studenti del Liceo Giordano Bruno di Roma, e il Laboratorio di critica teatrale, coordinato dal critico Valeria Ottolenghi insieme a Vito Minoia e allo storico del teatro Valentina Venturini, organizzato nell’ambito delle attività formative rivolte agli studenti universitari del DAMS, Dipartimento di Filosofia Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e il Teatro di Roma.

Con la manifestazione di Roma, si è dunque concluso, tra la soddisfazione dei promotori, dei soggetti in rete e delle Istituzioni coinvolte, il progetto triennale Destini Incrociati, che sicuramente lascerà una traccia profonda che permetterà di guardare al futuro del teatro in carcere con occhi diversi.

Il progetto sarà raccolto in un’ampia documentazione video e fotografica, e documentato attraverso le pagine delle Riviste Catarsi-Teatri delle diversità e CERCARE-carcere anagramma di (www.edizioninuovecatarsi.org). 

 

 

 

 

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