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Direttore artistico

Curriculum vitae sintetico di Vito Minoia

Vito Minoia, nato nel 1964, studioso in discipline dell’educazione e dello spettacolo, è esperto in teatro educativo inclusivo presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, dove ha insegnato a contratto Teatro di animazione, Economia dello spettacolo, Metodologia dei linguaggi espressivi per il Corso di specializzazione per il sostegno agli alunni disabili, Storia della pedagogia, interessandosi all’influenza delle emozioni in educazione.  

 

Come Studioso e Ricercatore in campo Pedagogico e Didattico ha condotto ricerche sui rapporti tra Pedagogia e Teatro in relazione alle espressività in  situazioni di disagio, coordinando significative esperienze nei contesti della disabilità, del carcere, del disagio psichico e conseguendo un Dottorato in Pedagogia della Cognizione con una Ricerca su “Vecchie e nuove categorie di diversità nell’ottica inclusiva: il contributo del linguaggio teatrale”.

Ha fondato e diretto dal 1996, insieme a Emilio Pozzi (docente di Teatro e spettacolo a Urbino alla Facoltà di Sociologia), la  rivista europea "Catarsi-TEATRI DELLE DIVERSITÀ", trimestrale di informazione scientifica sulle esperienze teatrali ed artistico-espressive nel sociale. Dall’aprile del 2010, dopo la scomparsa del professor Pozzi, ne diviene direttore unico. Con il Patrocinio dell’Università di Urbino ha curato dal 2000 al 2018 (a Cartoceto fino al 2010, poi a Urbania) la coordinazione scientifica e organizzativa delle prime 19 edizioni del Convegno internazionale di studi “I Teatri delle diversità” (XIX edizione il 24 e 25/11/2018).

In campo teatrale è direttore del Centro Teatrale "Aenigma" all' Università di Urbino, per il quale, dal 1987, ha  curato la regia di oltre quaranta allestimenti teatrali  rappresentati in Italia e all’estero (Francia, Polonia, Gran Bretagna, Belgio, Spagna, Romania, Lituania, Slovacchia, Marocco, Grecia, Malta, Messico), la direzione artistica di Rassegne e Festivals internazionali e l’organizzazione del VI Congresso Mondiale del Teatro Universitario (luglio 2006) condividendone la direzione scientifica con Claudio Meldolesi, Gianfranco de Bosio, Emilio Pozzi.

È presidente dello I.U.T.A./A.I.T.U. (International University Theatre Association), organismo patrocinato dall’U.N.E.S.C.O (eletto all’unanimità nell’ XI Congresso tenutosi all’Università di Caldas a Manizales/Colombia dal 4 al 9 settembre 2016 ricopre l’incarico effettivo dal XII Congresso IUTA/AITU tenutosi a Mosca dal 20 al 24 agosto 2018).  Per lo stesso organismo ha coordinato dal 2014 il Comitato scientifico delle pubblicazioni internazionali (nelle tre lingue ufficiali dell’associazione: inglese, spagnolo francese), costituito da un gruppo di docenti universitari esperti in arti sceniche.   

È, inoltre, presidente del Coordinamento nazionale teatro in carcere, organismo fondato a Urbania nel corso dell’Undicesimo Convegno della Rivista “Catarsi-Teatri delle diversità”, al quale oggi aderiscono 51 soggetti da 15 Regioni differenti.

Ha curato, insieme al filosofo Sergio Givone e ai critici teatrali Gianfranco Capitta e Valeria Ottolenghi, la direzione artistica della Prima rassegna nazionale di teatro in carcere “Destini Incrociati” (Firenze, 20-23 giugno 2012) con il sostegno della Regione Toscana e il Patrocinio dei Ministeri della Giustizia  e dei Beni e delle Attività Culturali. Dal 2015 è direttore artistico del Progetto triennale nazionale di Teatro in Carcere “Destini Incrociati” che, sulla base di un Accordo di Rete  tra Teatro Aenigma (capofila) ed altri 21 aderenti al Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, grazie al sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ha visto l’organizzazione a Pesaro (11-13 dicembre 2015), a Genova (14-16 ottobre 2016), a Roma (15-17 novembre 2017) e a Firenze e Lastra a Signa (13-15 dicembre 2018) della Seconda, Terza, Quarta e Quinta edizione dell’ omonima Rassegna Nazionale.

 

Nel 2014  ha ideato, come Presidente del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, in collaborazione con il Dipartimento nazionale dell’Amministrazione Penitenziaria (con il quale il Coordinamento ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa in data 18 settembre 2013) la Prima Giornata Nazionale del Teatro in Carcere, in concomitanza con la 52a Giornata Mondiale del Teatro (World Theatre Day promossa dall’ITI-Unesco). Nel 2015, 2016, 2017, 208 sono state celebrate altre quattro edizioni dell’evento. Il 24 marzo 2016, inoltre, ha sottoscritto, per il CNTiC il rinnovo del Protocollo d’Intesa triennale con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (e l’adesione dell’Università Roma Tre) e il 17 novembre 2017 l’estensione del Protocollo anche al Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.

 

Nel 2012 è stato eletto nel direttivo dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro (incarico confermato fino al 2020 come referente per il Teatro Educativo e Sociale). 

Nell'ottobre 2014 è stato invitato a tenere un intervento alla Harvard University (Boston, Massachusetts, USA) sulle attività di Teatro Educativo Inclusivo promosse all’Università di Urbino e sul lavoro di documentazione, studio e ricerca attuato dalla Rivista europea "Catarsi-Teatri delle diversità".

Il 21 luglio 2017 è stato, invece, invitato a tenere una lunga relazione sul Teatro in Carcere in Italia e a livello internazionale a Segovia (Spagna) in occasione del 35° Congresso dell’International Theatre Institute-UNESCO.

Pubblicazioni

 

E’ autore, curatore o co-curatore, tra il 1994 e il 2018 di tredici pubblicazioni a seguito di studi e ricerche condotte in campo educativo e sul teatro di interazione sociale, alcune delle quali adottate in ambito universitario. E’ inoltre autore di diversi saggi in volumi collettanei o di articoli in riviste specializzate pubblicati in italiano, inglese, spagnolo, francese in Europa e Sudamerica.

Ha tradotto e fatto conoscere al pubblico italiano l’opera “La Piel” / La Pelle (primo testo edito nel nostro paese del noto drammaturgo argentino Alejandro Finzi), lavorando, in stretta relazione con l’autore, alla messa inscena negli anni successivi, di due nuovi testi di Finzi, “L’Avventura di Martin Bresler” e “Molino Rojo”, con la Compagnia Lo Spacco, costituita da detenuti e detenute nella Casa Circondariale di Pesaro.

 

Premi

Il 30 agosto 2006 al Teatro Cortesi di Sirolo (AN) riceve il “Premio nazionale  Franco Enriquez per un teatro di impegno sociale e artistico” per la sperimentazione teatrale condotta in carcere a Pesaro e la messa in scena del testo “Ubu Roi” di Alfred Jarry con detenuti ed il coinvolgimento creativo di allievi dodicenni dell’Istituto Comprensivo “Galilei” di Villa Fastiggi.

 

L’11 giugno 2007 ritira al Piccolo Teatro di Milano il “Premio Nazionale della Critica Teatrale” con la seguente motivazione:

 

L’impegno profuso da Vito Minoia in quasi due decenni di lavoro ha determinato un salto di qualità nella riflessione e nella pratica del teatro sociale o, per usare il titolo della rivista di cui è condirettore, dei teatri delle diversità. Lo studioso e teatrante pugliese, urbinate di formazione ed elezione, è il perno di un progetto articolato, esaustivo, che sposa la riflessione teorica con l’azione pratica, il libro con la scena, la sperimentazione con la produzione, il confronto e la divulgazione. È un approccio di esemplare rigore, raro nel nostro paese, che si sostanzia nella correlazione fra l’attività ventennale del Teatro Aenigma, di cui Minoia è direttore, la decennale rivista “Teatri delle diversità” edita dall’associazione Nuove Catarsi, l’insegnamento di Teatro di animazione presso la Facoltà di Scienze della formazione all’Università di Urbino, la cura e organizzazione del festival “Le visioni del cambiamento” e di un ciclo di convegni internazionali fra cui l’ultimo, intitolato “Teatro, poesia, diversità”. Il lavoro di Minoia - che è anche vicepresidente dell’Associazione Internazionale Teatro in Università - contribuisce in modo decisivo a sottrarre il teatro delle diversità alla pura prassi, aiuta a fissare criteri e punti d’incontro, solleva questioni e dà un riferimento culturale e un respiro internazionale a un settore prezioso e socialmente rilevante, ma a costante rischio di dispersione, strumentalizzazione, dilettantismo.

 

Il 22 gennaio 2011 gli viene assegnato ad Ales (Oristano) il “Premio nazionale letterario Gramsci” promosso dalla “Associazione casa natale Gramsci” per la sezione “letteratura in lingua italiana” per il testo “Lettere dal carcere”, ispirato all’opera omonima dell’intellettuale sardo, frutto di una drammaturgia collettiva con il coinvolgimento di detenute e detenuti della Casa Circondariale di Pesaro. “Un testo vitale ed organico che suggerisce, di fatto, all’associazione, la possibilità di aprire il premio dalla prossima edizione ad una sezione drammaturgica ” cita la motivazione espressa dalla giuria del Premio.