Attenzione al futuro del Teatro La Vela di Urbino con i candidati a Rettore d'Ateneo

COMUNICATO
Uno spazio vitale per l'incontro artistico e culturale tra Università e Città
Richiamata l'attenzione sul futuro del Teatro La Vela ideato da Giancarlo De Carlo
Sono giornate importanti per il futuro della Città di Urbino e per la sua prestigiosa Università. Da una parte gli appuntamenti per le riflessioni e valutazioni intorno alla redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), dall’altra gli incontri pubblici dei candidati per le imminenti elezioni del nuovo Magnifico Rettore. Sulla scia di questi importanti snodi programmatici sul futuro, proprio in data odierna dalle ore 17.00, negli spazi della DATA – Orto dell’Abbondanza è in previsto un incontro pubblico sulle prospettive di sviluppo dell’Ateneo e della Città.
L’appuntamento, voluto ed organizzato del Comune di Urbino, vedrà non solo la partecipazione dei tre candidati alla carica di Rettore dell’Università degli Studi “Carlo Bo”, la prof.ssa Berta Martini, il prof. Giovanni Boccia Artieri e il prof. Marco Bruno Luigi Rocchi, ma, ad arricchire il confronto, sarà presente l’arch. Mario Cucinella, Founder & Creative Director di MCA cui è affidato l’incarico di seguire i lavori di redazione del PUG.
L’incontro di oggi non prevede la possibilità di porre delle domande oltre l’organizzazione dell’incontro in sé. Tuttavia, come Associazione Teatro Aenigma, ci preme porre all’attenzione dei partecipanti tutti, una questione che riteniamo fondamentale e che ci sta molto a cuore: il futuro dello storico spazio di aggregazione Teatro La Vela. Proprio nell’ottica di un nodo centrale posto dalla riflessione stessa che si è avviata sul PUG, riteniamo necessario tenere alto l’impegno verso questo luogo così importante per la socialità attiva ed associativa, studentesca e cittadina insieme, interno al complesso dei Collegi Universitari pensati e creati dall’architetto De Carlo.
Il Teatro La Vela ha visto nascere la nostra esperienza di teatro sociale universitario ed ha accolto le esperienze performative non solo della nostra associazione, ma anche di altre che in questo luogo hanno visto evolvere la partecipazione aggregativa che è stata alla base di esperienze condivise ed estese non solo alla Città di Urbino e al suo territorio circostante, ma anche a contesti internazionali di grande livello che hanno consentito all’Università di Urbino e alla Città di distinguersi proprio per le esperienze di Teatro Sociale, ma non solo. L'attività del Teatro Universitario Aenigma infatti è ampia e si concretizza in convegni di studio internazionali sul teatro in carcere e il teatro di interazione sociale, laboratori teatrali nelle scuole pubbliche primarie e secondarie e in università, produzioni teatrali, progetti editoriali, mostre e attività di teatro in carcere, con persone diversamente abili o con disagio psichico, con anziani ed in ambito interculturale. Nella sua esperienza maturata in trent’anni di attività, di fatto, il Teatro Universitario Aenigma ha svolto e svolge ruoli di raccordo tra i soggetti impegnati nelle attività di teatro negli istituti penitenziari italiani e nelle Istituzioni (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia, Direzione Generale dello Spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Regione Marche). Grazie a questa esperienza ha ricoperto l’ufficio di Presidenza dell’International University Theatre Association (AITU-IUTA) per il quadriennio 2018-2022, e per il biennio 2023-2024. Da poco, 13 luglio ’26, è reduce dall’incontro a Vilnius, accolti anche dall’Ambasciata Italiana che lì ha sede, per il XIII Congresso Mondiale del Teatro Universitario. Al momento si sta preparando per un progetto teatrale che porterà il suo lavoro fino in Messico.
Ma nessuna di queste esperienze sarebbe stata possibile senza l’utilizzo fisico di quel luogo: il Teatro La Vela. Ed ecco il nodo centrale a cui vogliamo sia posta massima attenzione. Da diverso tempo il teatro versa in una condizione non semplice di inagibilità: sono assolutamente necessari dei lavori di rifacimento e di messa a norma senza i quali, ad oggi, è impedita ogni possibilità di utilizzo dello spazio stesso. Il Teatro La Vela passerà dalla gestione dell'Erdis a quella dell'Università che ne è di fatto proprietaria. Abbiamo partecipato, su invito dell’Università, a numerosi incontri congiunti per condividere l’idea di che tipo di futuro destinare a questo spazio, spazio nato come luogo di aggregazione destinato, dalle parole e dall’intento dello stesso De Carlo, ad un uso che potesse mettere in comunicazione e “mescolamento” l’Università, e i suoi studenti, e la città, e i suoi abitanti. La caratteristica che fin dalla sua iniziale progettazione prestigiosa ha contraddistinto il teatro La Vela è quella di essere stato pensato come un teatro con sedute removibili, una condizione che negli anni ha concesso sperimentazioni performative di altissimo livello e l’ospitalità del quartier generale del Sesto Congresso Momdiale del Teatro Universitario, patrocinato dalle più alte cariche dello Stato italiano nel 2006.
Oggi, nel tempo in cui gli spazi dell’università e anche della città debbono essere ripensati, sembra ci sia in questo luogo la necessità di creare un’aula didattica, seppur con la possibilità di un uso polifunzionale nei momenti non dedicati alle normali lezioni. Non abbiamo mai nascosto la nostra approvazione affinchè il Teatro La Vela sia utilizzato anche per altre necessità, soprattutto se come sembra sono anche urgenti. Quello che chiediamo però è che venga mantenuta la iniziale idea di De Carlo di uno spazio con sedute assolutamente non fisse, ma removibili a seconda delle necessità. È una preoccupazione che più volte abbiamo espresso in sede di riunione, ma che ancora di più ci interessa oggi portare al centro di una riflessione condivisa, oggi che il progetto di riqualifica sembra essere completamente messo in standby…forse in attesa dell’elezione del nuovo rettore? Chissà!
Di fatto, se ripensare gli spazi della città deve configurarsi come un’occasione nuova che vada oltre l’uso dei metri quadri e, banalmente del suolo, nessuno più di chi ha a che fare con la forza generatrice dell’esperienza teatrale per una comunità, può confermare quanto oggi ripensare gli spazi della città, vissuti in sinergia con l’università, debba fondarsi anche sul dare priorità alla relazione di qualità tra cittadini e studenti, relazione fatta di scambio e reciproca evoluzione, dunque, tra chi quegli spazi non solo li abita e li abiterà, ma che potrebbe decidere di continuare a viverli anche in un futuro, ben oltre l’acquisizione di un titolo di laurea, perché pregnanti di occasioni e di ricchezza culturale, sociale ed artistica nel senso più ampio del termine.
Chiediamo, dunque, ai candidati rettori e a chi coordinerà l’incontro di oggi, di avere a cuore questo tema e il futuro del Teatro La Vela, perché se come diceva Novalis "Il teatro è l'attiva riflessione dell'uomo su sé stesso.", possa la città di Urbino, in questa fase importante di evoluzione, ripensarsi a partire proprio da un teatro per compiere quella necessaria riflessione su di sé e sul futuro che l’aspetta.
Teatro AENIGMA, Urbino, 11 settembre 2026
IN OCCASIONE DELL’INCONTRO TRA I CANDIDATI RETTORI sul Piano Urbanistico Generale della Città di Urbino.
Grazie per l’attenzione che vorrete esprimere,
Romina Mascioli tel. 329 721 8097, e.mail rom.mascioli@gmail.com
Didascalia foto allegata:
Teatro La Vela: ultimi giorni di utilizzo per prove teatrali a Maggio 2026 (Archivio Teatro Universitario Aenigma)



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