"núr - luce" a Cartoceto il 6/09 al Santuario Diocesano, regia di Vito Minoia
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Foto di Francesco Galli
CARTOCETO (Pesaro e Urbino)
Domenica 6 settembre 2026 ore 21.00
INGRESSO LIBERO
núr -luce
forme inattese di dialogo interculturale
comunicato
Il 6 settembre a Cartoceto nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie lo spettacolo di teatro sociale e di comunità del Teatro Aenigma, regia di Vito Minoia
Nella straordinaria cornice della Chiesa Parrocchiale - Santuario diocesano “Beata Vergine delle Grazie” di Cartoceto (Pesaro e Urbino) nella serata di domenica 6 settembre con ingresso libero alle ore 21.00 si terrà lo spettacolo di teatro sociale e di comunità dal titolo “núr -luce: fome inattese di dialogo interculturale”.
Si tratta di un progetto a cura del Teatro Universitario Aenigma, con la direzione artistica del Prof. Vito Minoia, docente in Discipline dell’Educazione e dello Spettacolo all’Università degli Studi di Urbino.
Si tratta del secondo progetto realizzato con il coinvolgimento, insieme a giovani e adulti del luogo, di minori stranieri non accompagnati, ospiti delle Comunità di accoglienza del territorio.
“Se lo scorso anno con il Sogno di Mohamed – testimonia il Prof. Minoia - ci siamo interrogati sul desiderio e sulle necessità che portano tanti giovani nordafricani e non solo a giungere in Italia alla ricerca di un lavoro dignitoso e di una risposta accogliente, quest’anno abbiamo toccato il tema del Dialogo interculturale e interreligioso nel rispetto reciproco e nella dimensione di ascolto dell’Altro. Ci siamo ispirati a due testi in particolare. Il primo è stato Leila della tempesta di Ignazio De Francesco, monaco della Piccola Famiglia dell’Annunziata e studioso dell’Islam: un racconto di un Dialogo personale con Leila, giunta clandestinamente in Italia durante una tempesta nel Mediterraneo. Il secondo è Francesco D’Assisi in 10 parole di Fra Stefano Luca, rettore della Chiesa di San Francesco presso l’Abraham Family House di Abu Dhabi: un testo che ci restituisce un modo sobrio ed esigente di parlare di San Francesco e che prova a restituirlo alla sua verità essenziale, invitandoci a porre alcune domande-chiave pe riflettere”.
Lo spettacolo si struttura in un gioco di “quadri” che si ispirano anche a giochi d’infanzia comuni tra le regioni differenti del Mediterraneo e al Dialogo attraverso il linguaggio dei giovani (in particolare il canto Rap) che riesce a rompere i muri del pregiudizio, aiutando a liberarci dalle “maschere sociali” che spesso imprigionano nella vita quotidiana.
Lo spettacolo coinvolge, una serie di volontari, alcuni attori e collaboratori del Teatro Universitario Aenigma e 15 interpreti di varie nazionalità, compreso il parroco di Cartoceto, don Alessandro Messina, referente regionale di Migrantes.
Il Progetto, dal titolo “Il teatro Sociale per una integrazione possibile” è stato realizzato grazie al sostegno dei fondi dell’8xmille di Fondazione Migrantes nazionale (organismo pastorale della CEI) e grazie alla Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola. Ha ricevuto il Patrocinio dell’Ufficio del Garante Regionale per i diritti della persona della Regione Marche, del Comune di Cartoceto e della Pro Loco di Cartoceto.
“Ancora una volta la Comunità si stringe nel magico rito del teatro comunitario – afferma ancora Minoia- in un luogo di culto che straordinariamente ospita un evento attraverso un approccio innovativo, orientato alla costruzione di valori condivisi, uguaglianza, ascolto delle diversità e non discriminazione”.
Nella foto di Francesco Galli
Vito Minoia, studioso di teatro e regista, direttore artistico del Teatro Universitario Aenigma e direttore della Rivista Europea "Catarsi, Teatri delle Diversità", impegnato negli ultimi anni nella corealizzazione della Prima Rete Internazionale di Teatro di Comunità e Arti Partecipative.
In basso con Anna Ferrandes e Alessandro Messina, tra gli interpreti di "núr -luce".
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